Data: 24 Marzo 2019

 

Autore: Elvio Fiorentini

 

– Che la provincia piacentina fosse compresa in quello straordinario elenco che,  spesso registra accadimenti e cronache  legate al mondo del paranormale e del soprannaturale occorsi, tanto in un lontano passato, quanto in periodi più recenti, non era certo un segreto.

Molteplici avvistamenti di ignoti Oggetti Volanti; incontri mistici; apparizioni spettrali; possessioni diaboliche; personalità mistiche; case ed addirittura piccole frazioni montane “infestate” da attività paranormali. Questo è il lato oscuro della provincia piacentina. Di cui, un cronista attento ed imparziale, con tutte le cautele che tali argomenti richiedono, dovrebbe rendere conto ai propri lettori, senza esimersi ne da censure o critiche; anche solo per sintetico dovere di cronaca.

Non è così; certamente non solo per quanto riguarda la provincia piacentina, ma anche, se in forma più contenuta, per molte altre località. Una “carenza” per non dire mancanza o peggio censura, che accomuna. Ma il detto: “… mal comune, mezzo gaudio!” in questo caso, non rende meno imbarazzante e manchevoli le scelte editoriali, per altro incomprensibili, quanto motivate.

Allora, lo scrivente, da sempre forte della scelta di non “far fiorir pecunia” dalla  propria ultra-quarantennale, personalmente inspiegabile attrazione verso il paranormale, che si manifesta sul nostro splendido pianeta e oltre, da ovunque e da sempre, preferisce l’obiettività, che rende liberi dal guinzaglio che, tramite il portafoglio, ci rende parziali ed ingiusti, riguardo quegli insoliti ed ancora molto poco conosciuti fenomeni che avverrebbero, spesso interagenti tra la nostra ed altre dimensioni.

Questa “pistolottica” premessa per giungere, lo ammetto, ad una lieve incazzatura, innescata da quello che si rivela essere l’ennesimo episodio di arbitraria innegabile evidenza, di quanto un direttore, in questo caso di un quotidiano, possa decidere quale sia l’informazione quotidiana in cui i propri lettori e relative opinioni debbano muoversi e credere. E veniamo ai fatti:

 

Il 07 Febbraio 2019

La sera di quel Giovedì dello scorso mese, Carlo, 59 anni,  era nel centro città di Piacenza, precisamente in via Verdi, per chi conosce il centro cittadino, nei pressi di corso Vittorio Emanuele; ritenuta una delle arterie commerciali del capoluogo emiliano.

Erano le ore 20,00 ed, il nostro, aspettava che la compagna chiudesse finalmente le imposte del negozio, per poter tornare a casa insieme.

In quelle attese, in cui si passa il tempo come si può, lo sguardo di Carlo che, preme dirlo è un veterano della passione fotografica, viene attratto verso l’alto, in una piccola porzione di cielo compresa tra 2 file di vecchi palazzi del centro città.

Là, in alto 4 luci immobili in cielo, nessun rumore, vento o lampeggìo. Immobili come se se qualcuno, al comando di quelle luci, avesse deciso, con imbarazzo di pensare, “… Acc! Ha guardato in alto proprio al momento sbagliato, basso profilo e cerchiamo di non farci notare! …”

Carlo, dopo il primo momento di lecito stupore, da buon fotografo, abituato a cogliere l’attimo in cui, un artista della pellicola è in grado di rendere immortale e magico, un istante di vita, pubblico o privato che sia, senza perdere di vista gli ignoti oggetti, prende il telefonino di tasca e scatta una foto.

Il tempo di un paio di secondi per verificare che i misteriosi soggetti siano rimasti impressionati dal dispositivo elettronico e poi via, pronto per un secondo scatto.

Ma alzato l’obiettivo, le luci  non ci sono più! Il cielo è tornato buio, per cosi dire vuoto ed anonimo; per quanto si possa considerare “anonimo” l’Universo di stelle e di potenziali vite che lo abitano.

Carlo, non è una conoscenza recente, è un amico, personalmente lo conosco da diversi anni, una persona assolutamente attendibile e pragmatica, serio e non condizionabile da alcun tipo di sottili trame o fantasie interpretative, e lo scatto opportunamente glie ne rende merito.

Il giorno seguente, la foto e la sua breve esperienza, venivano, da lui,  postate sul suo profilo facebook.

Nelle ore successive Carlo, mi contattava chiedendomi una opinione sul fenomeno aereo a cui aveva assistito.

Spesso, in tutti questi decenni, in cui mi sono occupato di ufologia, ho imparato a dar più credito ai dettagli che mi vengono narrati che alle foto fini a sé stesse. E di conseguenza, come sempre ho fatto di tali racconti confidatimi, ho seguito il filo delle mie conoscenze.

Dopo una serie di personali considerazioni che ho maturato sul fugace scatto dell’U.F.O. di Carlo, in riferimento alla sua descrizione, personalmente ritengo che non si trattasse ne di un aereo cargo a bassa quota sulla città, ne di lampade cinesi o droni in formazione, ma ritengo possa essersi trattato di un unico oggetto a forma di delta, o come li descrisse nel proprio storico avvistamento del 24 Giugno 1947 sul Monte Rainer (Stato di Washington), il pilota Kenneth Arnold, che descrisse gli oggetti a forma di “tacco”.Comunque un oggetto tecnologicamente avanzato, in grado di stazionare silenziosissimo sopra il centro Città. Unica ipotesi alternativa sarebbe quella di un elicottero APACHE AH-64E anticarro, o simili.

Ma pur assurda come ipotesi, cosa ci sarebbe stato a fare un elicottero da combattimento statunitense sulla città di Piacenza, e senza regolamentari luci di volo notturno accese.

E poi, l’improvvisa scomparsa, che a mio avviso è stata provocata, dallo spegnimento totale delle 4 luci che avevano permesso di osservalo da terra, come per altro successo a Carlo, risulta, quanto meno illogica e inusuale.

Infine, quanto riguarda l’assente attenzione che la segnalazione ha ottenuto da parte della stampa locale, la quale sarebbe stata utile, come raccolta di ulteriori testimonianze, da aggiungere e completare, nell’osservazione di tale fenomeno; con rammarico, prendiamo atto che, più che l’opinione di chi esprime un proprio parere, pro o contro la genuinità di questi fenomeni, vale l’interesse personale, che un singolo direttore di stampa nutre per gli stessi!

Elvio Fiorentini 24 Marzo 2019  (Per ulteriori informazioni e-mail: elvio.fiorentini@email.it)

Ufo braccio

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