DATA: 03 Luglio 2012

FONTE: http://www.ilrestodelcarlino.it

AUTORE: Massimo Tassi

Avvistamenti a ridosso del fiume Secchia.

Reggio Emilia, 3 luglio 2012 – Nessie, il popolare mostro di Loch Ness, ha forse deciso di trascorrere le vacanze in Italia? Potrebbe sembrare proprio così, visto che da qualche tempo le voci di insoliti avvistamenti vanno rincorrendosi. Se parliamo di vacanze nel Belpaese per una fra le più fantomatiche creature che appartengono all’immaginario collettivo contemporaneo, allora potremmo supporre che Nessie si trovi nelle placide acque della Riviera Romagnola, dove si godere la vista di tante bellezze in bikini. Oppure possiamo immaginarlo immerso nella frescura di qualche lago alpino, mentre intorno transitano turisti impegnati nel trekking. E invece gli avvistamenti del “mostro” sono tutti concentrati in Emilia, precisamente a ridosso del fiume Secchia, corso d’acqua che divide la provincia di Modena da quella di Reggio Emilia.
 

IL LUOGO – Lo scenario è dettato da quella parte di territorio dove la Pianura Padana inizia a incresparsi lasciando spazio ale prime colline dell’Appennino. Ai lati del corso d’acqua, due lunghi percorsi per chi ama trascorerre il tempo libero all’aria aperta facendo un po’ di movimento. C’è chi corre, chi pesca e chi sfreccia in bici. Altre persone si godono il sole. Sembrerebbe una giornata come tante altre, in quel tratto del fiume Secchia che va da Veggia a Castellarano (Reggio Emilia), dove la pista ciclabile e i sentieri, soprattutto nel tardo pomeriggio estivo, richiamano tanta gente alla ricerca di frescura e della forma perfetta in vista della prova-costume. Ma ecco che l’inquietante ombra di un “mostro” inizia a incombere.
 

LA BESTIA – Basta infatti uno sguardo indagatore, qualche chiacchiera, per accorgersi che l’atmosfera è diversa dal solito. Colpa di una misteriosa creatura, identificata come un animale, che nelle testimonianze assume forme spesso diverse. Alcuni sostengono si tratti di un alligatore, altri di un serpente gigante, di colore rosa. I più scettici danno la colpa ai primi caldi, oppure chiamano in causa le nutrie, che in un gioco di equivoci sarebbero state ingagantite, sino ad assumere dimensioni degne di un film del terrore. Comunque sia, la voce era già circolata lo scorso anno. E anche stavolta, con l’arrivo della bella stagione e con l’aumento dei fruitori dei percorsi dedicati alla motricità, il passaparola ribalza veloce, ipnotico fra i due argini del corso d’acqua.
 

LE VOCI – “In rete ci sono alcuni video dove si vede qualcosa che nuota, ma non ci crediamo e così noi siamo venute qui per studiare per gli esami”, dicono alcune ragazze in costume, combattute se concedersi al torpore della tintarella o all’antologia di letteratura. Lo scenario che vedrebbe aggirarsi il “mostro” va dal ponte della vecchia Provinciale che collega Veggia a Sassuolo sino alla casse di espansione di Castellarano. E c’è chi punta l’indice anche verso i laghetti nella zona sportiva di Villalunga, dove alcuni stagni convivono con l’attività di tiro con l’arco, il calcio e le classiche feste estive. Un paesaggio vario, dove a tratti la vegetazione prende il sopravvento sugli insediamenti umani e la profondità del letto dell’acqua in alcuni anfratti si fa cospicua. Attorno, la valle è coronata da calanchi, dove i prati iniziano a ingiallire per il grano maturo e qua e là il verde spicca grazie a boschetti di basse querce.
 

“Vengo spesso qui a prendere cavedani e carassi, ma non ho mai notato nulla di strano. E’ meglio che pensino a chi sta male per il terremoto, piuttosto che alle sciocchezze”, dice un pescatore all’ombra di un pioppo, mentre con lo sguardo controlla il galleggiante. “Ultimamente il pesce è calato, mi pare una cosa strana in questa stagione e non credo si possa dare la colpa ai siluri”, butta lì enigmatico un altro appassionato.
“Un mostro? Speriamo abbia un bel fisico”, scherzano due ragazze mentre corrono a ritmo blando.
“Un serpente rosa?”, fa eco un signore che ha oltrepassato gli “anta”. “Io l’unica cosa rosa che ho visto, è il costume di quella bella ragazza laggiù, che si cuoce al sole”, aggiunge ridendo di gusto.
 

COME LOVECRAFT – “Nei mari si continuano a trovare pesci sconosciuti, nel Polesine si nascondono creature anfibie mostrate anche in tv, perché qui non potrebbe nascondersi qualcosa?”, fa eco un giovane, mentre seduto in una panchina legge Lovecraft. L’immaginario che riguarda il “mostro” non ha età. Così una pensionata vuole dire la sua. “Ai miei tempi si parlava della Borda, una specie di strega dell’acqua, però serviva per tenere lontani i bambini dai pozzi e dai canali. Comunque, quando incomincia a venire buio, qui io non ci resto, perché non si sa mai”, afferma con decisione la signora.
 

Quasi tutti, insomma, sono a conoscenza di quella che sta diventando la leggenda del fantomatico “mostro all’emiliana”, emulo di Nessie. E così, fra streghe, nutrie, tintarella, alligatori, fantasie di buontemponi sul web o serpenti giganti rigorosamente in rosa, sulle sponde del fiume Secchia il mistero continua, lasciando briglia sciolta alla fantasia. E perchè no: anche a qualche sorriso frammischiato a un improvviso brivido al minimo movimento delle acque del fiume Secchia.

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