DATA: 09 Settembre 2014

FONTE: http://www.primonumero.it

AUTORE: Redazione

Indagini scientifiche sull’ufo di Petacciato.

Il Cisu Molise, nato nel 2012 per indagare sulle segnalazioni di oggetti volanti non identificati e promuovere lo studio scientifico del fenomeno, ha censito in un catalogo tutti gli avvistamenti documentati avvenuti in Molise dagli anni 40 a oggi. E se la maggior parte sono riconducibili a fenomeni spiegati e spiegabili (lanterne cinesi, mongolfiere, arei militari, razzi di segnalazione nautica), ci sono in archivio casi ancora irrisolti, che aprono a interrogativi. Il più interessante risale al 1983 a San Pietro Avellana ed è oggetto di una inchiesta da parte del più autorevole ente scientifico ufologico americano. Intanto a giorni sarà completato il dossier circa la segnalazione pubblicata da Primonumero.it sull’ufo di Petacciato. Gli esperti non si sbilanciano, ma anticipano che “il fenomeno è abbastanza chiaro”. C’è chi ha visto strane luci in cielo e ha immaginato sbarchi di extraterrestri, salvo poi scoprire che si trattava di banalissimi riflessi luminosi. Chi ha temuto invasioni aliene assistendo, da lontano, al volo delle “lanterne cinesi’. Chi ha scambiato razzi di segnalazione nautica per dischi volanti. C’è il caso di Toro, datato 15 ottobre 2013, quando un residente alle 07 e 30 di mattina ha scattato al paesaggio alcune fotografie col suo cellulare da 8 mega pixel e rivedendo le immagini al pc si è accorto di 2 corpi estranei, che si sono rivelati, passati al vaglio degli esperti, fenomeni ottici noti come “post ufo”: in pratica uccelli, palloni (lontani) oppure insetti (vicinissimi) che passano rapidamente davanti alla fotocamera sempre all’interno di una distanza focale errata nota come Blurfo Zone.
Ci sono perfino storie – abbastanza incredibili e difatti bollate come “fantasie” – di molisani rapiti dagli alieni, come il pensionato settantenne di Bojano che nel 2006, mentre faceva spesa al mercato, avrebbe visto davanti a sé un lenzuolo bianco e si sarebbe ritrovato tra esseri sconosciuti che gli avrebbero iniettato qualcosa in vena prima di rispedirlo sul pianeta Terra e tra le bancarelle degli ambulanti. Ma insieme a una nutrita casistica di “falsi” e “fenomeni spiegabili”, ci sono anche testimonianze e ricostruzioni che non hanno ancora avuto una risposta scientifica, e che lasciano aperta la porta a uno dei dubbi più laceranti per l’uomo: esistono altre forme di vita nell’Universo? E quindi: esistono davvero gli ufo?

Una domanda alla quale il Cisu Molise, acronimo che sta per Centro Italiano Studi Ufologici, non pretende di dare una risposta. Quello che fanno i soci dell’associazione, nata nel 2012 come costola locale del Centro nazionale con sede a Torino, è catalogare, documentare, indagare ed eventualmente, laddove dove è possibile, dare una spiegazione. Spiegazione che, nella maggioranza dei casi, di extraterrestre ha ben poco. «Oggi i cieli sono pieni di oggetti – spiega il referente nazionale Edoardo Russo – e capita con sempre maggiore frequenza di scambiare banali e spiegabili fenomeni per oggetti non identificati. Il 30 per cento dei presunti avvistamenti, per esempio, è riconducibile alle lanterne cinesi, che oggi vanno molto di moda. Ricordo che negli anni 80 fummo invasi da segnalazioni e di luci misteriose, tanto che si mobilitarono perfino i caccia dell’Aeronautica. In realtà erano i fari a effetto laser tipici di quel periodo…».

L’approccio è razionale, lucido. E, per quanto possibile, scientifico. Basta dare un’occhiata alla sezione “catalogo” che compare sul sito del Cisu Molise per rendersene conto. Qui, come in una sorta di archivio in continuo aggiornamento, sono censiti tutti i casi di “avvistamento” che possono contare su testimoni oculari del Molise. Quasi un centinaio di episodi dal 1948 a oggi, avvenuti tra Termoli, Isernia, Campobasso, Venafro, Campomarino, Capracotta.

Il recente avvistamento di Petacciato, nella notte tra il 28 e 29 agosto nel giardino di una villa vicino alla fattoria Di Vaira, ha suscitato l’interesse degli esperti Cisu, che hanno ovviamente aggiunto la testimonianza della signora Simona alla casistica molisana. Accanto alla citazione dell’episodio, nella sezione ‘catalogo’, si legge “Indagini in corso”. Francesco D’Agostino, il referente del Cisu Molise che in prima persona segue il portale ed è autore di molteplici redazionali di approfondimento con un’attinenza diretta o indiretta col fenomeno ufo, conferma: «Stiamo preparando un dossier che nei prossimi giorni verrà pubblicato e che dovrebbe chiarire, sulla base degli elementi raccolti e delle immagini pubblicate, la natura scientifica dell’avvistamento».

Il Cisu non fa sensazionalismo, e rispetto a molte altre associazioni si tiene alla larga il più possibile dal clamore mediatico di certe storie che, rilanciate dal ping-pong di internet, fanno il giro della rete e dei social. «Ci opponiamo all’ufologia commerciale – precisa Francesco D’Agostino, che vive a Bari ma che al Molise è legato da affetti e bei ricordi (“A Campobasso ho fatto l’Università”) – e non abbiamo fini di lucro, né politici o religiosi. Insieme con il Cun il Cisu rappresenta in Italia l’ufologia intesa come studio razionale e di orientamento scientifico».

La sede nazionale è a Torino, dove abita Edoardo Russo, referente nazionale, il cui approccio agli ufo molisani è improntato alla concretezza: «in Italia circa 3 milioni e mezzo di persone credono di aver visto qualcosa di strano nei cieli, la nostra associazione raccoglie i casi e cerca di indagarli con una matrice scientifica. Il fatto è che oggi è difficile trovare il cosiddetto ‘testimone vergine’, quello che non immagina nemmeno la possibilità d vedere oggetti volanti e che pertanto non è condizionato, offre un racconto genuino. Tuttavia – conclude Edoardo Russo – riteniamo che il caso di Petacciato sia interessante, uno dei pochissimi meritevole di qualche approfondimento». Non significa, necessariamente, che dietro ci sia qualcosa di misterioso e indecifrabile, ma solo che rientra in una casistica di “stranezza medio-alta” e non particolarmente spettacolare, «soprattutto perché è stato un avvistamento a bassa quota».

Un drone? Un oggetto telecomandato, evoluzione dei modellini che si usavano qualche anno fa? «Difficile dirlo, aspettiamo la conclusione del dossier. Anche se l’idea che si tratti di un drone è un po’ eccessiva».

Tra i tanti casi elencati, le cui fonti sono rigorosamente citate (sia che si tratti di articoli di giornale che di segnalazioni dirette al Cisu) ce n’è uno che, fra tutti, colpisce e desta qualche interrogativo. E’ accaduto il 12 agosto del 1983, a tarda sera. San Pietro Avellana, Capracotta e Monte Capraro (Isernia) scenario del singolare avvistamento che ha coinvolto «autorevoli ed attendibili persone Italiane, tutte originarie dell’Isernino ma da tempo emigrate negli Stati Uniti. Il caso, ribadiamo accaduto nel 1983 durante una vacanza estiva da parte dei coinvolti, è stato ufficialmente inchiestato nel 1987 dal più autorevole ente scientifico ufologico Americano». Insomma, un fiore all’occhiello della casistica ufologica Molisana per una moltitudine di fattori.

Quella sera di 31 anni fa padre, madre e due figli percorrevano in auto la strada di montagna zeppa di stretti tornanti che collega San Pietro Avellana a Capracotta quando hanno vissuto l’esperienza di un incontro ravvicinato «con un oggetto nero posizionato più in basso rispetto alla loro autovettura. Tarda sera, di notte intorno all’una. Il misterioso velivolo, emanava un fastidiosissimo (e rarissimo nella casistica ufologica mondiale) fascio di luce a forma di cono rivolto verso l’alto dalle proprietà accecanti».

La storia è resa ulteriormente interessante agli occhi degli esperti perché i genitori sono entrambi professionisti affermati in campo scientifico e sociale, ben noti negli ambienti universitari americani e internazionali. «Questo caso ufologico – scrive il Cisu – è da considerarsi altresì preziosissimo anche per via dell’inquirente professionista che lo ha inchiestato riuscendo ad intervistare separatamente i quattro componenti della famiglia Italo-Americana. L’inquirente è un noto astronomo, membro direttivo del prestigioso ente ufologico statunitense, stimatissimo e conosciutissimo a livello mondiale per aver indagato un caso, iper pubblicizzato nel mondo, di un controverso e presunto rapimento alieno (?) avvenuto nel New Hampshire nei primi anni sessanta».
Così, tra molte lanterne cinesi, razzi luminosi, mongolfiere scambiate per dischi volanti e storie di rapimenti, il Molise fornisce una testimonianza tra le più interessanti dell’ufologia. Una vicenda tra misteri ed enigmi ancora aperti, che ancora oggi è coperta da segreto istruttorio internazionale, tanto che in Italia solo il Cisu ne è a conoscenza.

Per vedere lo scatto fotografico del presunto ufo, cliccate sul seguente Link: http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=17518

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