DATA: Domenica 04 Luglio 2010

FONTE: www.ilgiornale.it

AUTORE: Daniele Abbiati

Le notizie non muoiono sulla carta, né nell’etere, né in Rete. Sopravvivono altrove. Dove, non si sa. Proviamo a immaginarlo. 

LA NOTIZIA. Chissà se è veramente lo scheletro del Leviatano, il mostro marino che – dice l’Antico testamento – «è stato creato per volere di Dio». Di fatto, il fossile ritrovato nel deserto del Perù da una spedizione coordinata dal professor Giovanni Bianucci, ricercatore del dipartimento di Paleontologia dell’università di Pisa, ha «denti spaventevoli» di 40 centimetri e doveva essere fortissimo ed enorme, lungo 15 metri e con un cranio di ben 3 metri.

Lo hanno chiamato «Leviathan melvillei», in onore sia al mostro biblico, sia al Moby Dick di Melville, e ha riposato milioni di anni nel deserto del Perù, a sud est della città di Ica. Risale al medio niocene – cioè fra i 12 e i 13 milioni di anni fa -, aveva il morso più potente di qualsiasi tetrapode dell’epoca (e anche di milioni di anni dopo). Non era un capodoglio e nemmeno una balena, era più feroce del Tyrannosaurus e più mostruoso del Liopleurodon, il rettile marino del Giurassico. Il mostro aveva con tutta probabilità un solo concorrente, il Carcharocles megalodon, uno squalo gigantesco lungo fino a 20 metri vissuto da 30 a 3 milioni di anni fa. Denti di questo squalo sono stati ritrovati nello stesso sito archeologico del Leviathan melvillei e questo vuol dire che i due grandi predatori si trovavano nello stesso bacino e fruivano dello stesso cibo: le balene che allora erano lunghe almeno 10 metri. La scoperta, pubblicata su «Nature», è importantissima e l’immagine di questo mostro riporta ai mostri marini dipinti dalle popolazioni Nazca che, guarda caso, vivevano porprio lì, nella zona di Ica. Chissà, forse il Leviatano l’avevano visto (e mitizzato) già queste popolazioni preincaiche. Ripulito dalla sabbia del deserto, quel che resta del Leviathan melvillei è stato portato al Museo di Lima e lì studiato. «La scoperta di mostri marini come il Leviathan melvillei – ha detto Bianucci – pone interrogativi che stimolano ad andare avanti con le ricerche. Tante sono le domande che potranno trovare risposta da nuove scoperte in quell’incredibile laboratorio dell’evoluzione che è il deserto peruviano». Il ritrovamento è stato possibile grazie alla cooperazione internazionale avviata e coordinata dall’Università di Pisa con i ricercatori dei musei di storia naturale di Bruxelles, Parigi, Rotterdam e Lima. (fonte: Ansa 1 luglio 2010) 

FUORI DALLA NOTIZIA. «Là viaggiano le navi e là nuota il leviatano che hai creato perché vi si diverta» (Salmi 104:26). «Spezzasti la testa al leviatano, lo desti in pasto al popolo del deserto». (Salmi 74:14). Questi due passi dei Salmi, alla luce della recente scoperta del cosiddetto Leviathan melvillei, verranno modificati come segue: «Là viaggiavano le navi e là nuotava il leviatano che hai creato perché vi si diverta a prendere per il naso gli archeologi» (Salmi 104:26); «Spezzasti la testa al leviatano, lo desti in pasto alle riviste di paleontologia» (Salmi 74:14).

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