DATA: 12 Agosto 2011

FONTE: http://ildemocratico.com

AUTORE: Umberto Visani

Nella casistica ufologica vi sono alcune zone nelle quali, per motivi apparentemente inspiegabili, il numero di avvistamenti di oggetti volanti non identificati risulta essere di gran lunga superiore alla media. Queste aree sono le cosiddette “zone finestra” (traduzione letterale dell’inglese “window areas”).

Tra di esse, una delle più importanti ma al tempo stesso piuttosto misconosciute qui in Italia è sicuramente quella di Bonnybridge, cittadina tra Edinburgo e Stirling sulle rive del fiume Bonny, nella Scozia centrale.

Un lungo prologo

Come per ogni flap pluriennale (tale quindi da far sì che una certa area possa essere considerata a ben donde una “zona finestra”), anche nel caso Bonnybridge vi è un evento che rappresentò per i media, come vedremo, l’inizio del fenomeno. Tuttavia, ritenere quel caso il primo di una lunga serie vorrebbe dire far cadere nell’oblio una mole di avvistamenti precedenti al supposto caso “zero” del 1992.

Già dieci anni prima, infatti, non erano mancate le segnalazioni. Sul finire dell’Ottobre del 1980, una signora di Denny, paese poco a nord di Bonnybridge, raccontò che erano le 6.30 di mattina e stava camminando celermente per prendere il pullman che l’avrebbe portata al lavoro quando vide sopra il tetto di una casa nelle vicinanze uno strano oggetto oviforme di colore rosso e luminescente, con una sorta di cintura in mezzo ancora più vivida e brillante. Affascinata, stette a contemplarlo ma perdette la nozione del tempo (non è dato sapere se si sia trattato di missing time sulla base delle indagini condotte all’epoca), fin quando l’oggetto misterioso non si mosse velocemente verso l’alto per scomparire alla vista in pochi secondi.

Quasi due anni dopo, nel Marzo del 1982, si ebbero nuovamente diversi avvistamenti nei pressi di Denny. Luci notturne che compivano evoluzioni inspiegabili e impossibili per qualsiasi velivolo terrestre dalla tecnologia conosciuta, mutando non solo repentinamente di direzione ma persino di forma e luminosità; velivoli discoidali dall’apparenza metallica e muniti di finestre, avvistati di giorno da più persone contemporaneamente.

Di conseguenza, si può subito notare come lo spazio aereo di Bonnybridge – già prima di raggiungere le pagine dei quotidiani – fosse stato violato da velivoli d’origine ignota. Fu però a partire dal 1992 che il fenomeno assunse dimensioni notevoli, con centinaia di segnalazioni.

Che il flap abbia inizio…

Bonnybridge zona centrale

Il caso con il quale si è soliti fare coincidere l’inizio del flap è quello che vide protagonista un certo Jim Walker: erano circa le 9 di sera del 13 gennaio 1992, il giovane scozzese stava guidando tra Dennyloanhead e Denny, quando vide uno strano assembramento di luci poco al di sopra della strada. In prima battuta Jim ipotizzò trattarsi di un elicottero ma, quando vi fu quasi sotto, rimase estremamente stupito dalla complessità delle luci che l’oggetto mostrava nella parte inferiore. Incuriosito, fermò l’auto sul ciglio della strada e si mise ad esaminare con attenzione l’oggetto: le luci erano disposte a triangolo, facendo dunque pensare che lo stesso oggetto avesse forma triangolare. Anche altre persone avevano notato il velivolo e, come raccontò Jim, rallentavano per osservarlo in dettaglio. Dopo qualche minuto l’Ufo si allontanò a bassa velocità scomparendo oltre le colline limitrofe.

Jim, non sapendo a cosa ricondurre quanto appena visto, si precipitò subito da Billy Buchanan, suo caro amico nonché membro del Consiglio del Distretto di Falkirk, il quale si rese immediatamente conto della serietà della testimonianza di Jim. Nei mesi successivi il consigliere Buchanan sarebbe stato letteralmente subissato di rapporti relativi ad avvistamenti di oggetti inusuali, al punto da indurlo a inoltrare una interrogazione a John Major, all’epoca Primo Ministro britannico, ma procediamo con ordine.

Di tutte le testimonianze raccolte nei dintorni di Bonnybridge ve ne sono alcune che meritano di essere esaminate singolarmente.

La prima è quella di Patrick Forsyth, giovane di 37 anni: era il 27 Settembre 1992, Patrick aveva appena accompagnato sua moglie al lavoro nella cittadina di Dunipace e stava tornando a casa con i suoi due figli a Denny, procedendo in automobile sulla A872. A un certo punto si accorse della presenza, a circa 100 metri di distanza, di un oggetto circolare il cui diametro era illuminato da un bordo di luci verdi che stazionava a mezz’aria a una decina di metri d’altezza. Nell’avvicinarsi, la sua attenzione venne attratta dal fatto che una vettura che si trovava a pochi metri davanti a lui era finita nel mezzo di quello che Patrick descrisse come uno strano banco di nebbia spessissimo dai contorni netti e definiti, comparso dal nulla. Anche Patrick entrò in questo banco, all’interno del quale poté udire uno strano rumore sordo provenire dall’alto. Uscito dalla formazione nebbiosa, l’oggetto volante si era spostato dietro le auto e uno dei due figli riuscì a scorgerlo dal finestrino posteriore. Patrick raccontò di essere sicuro che non si trattasse di alcun tipo di velivolo conosciuto, ma non solo: secondo Patrick il banco di nebbia era estremamente anomalo e costituiva una sorta di fumogeno espulso dall’oggetto volante.

Le cronache ufologiche sono piene di cortine di questo tipo, a volte accompagnate anche da un senso di stordimento durante il quale il testimone sperimenta un missing time sul quale solo successive sessioni di ipnosi regressiva riescono a gettare una parziale luce, sempre che quanto emerso da esse possa dirsi oggettivo e non creato ad arte dalle intelligenze cui ascrivere il fenomeno Ufo. Purtroppo, tuttavia, Patrick Forsyth non si fece sottoporre a ipnosi alcuna e di conseguenza non possiamo sapere se e cosa sia accaduto in quei momenti.

Un ulteriore caso di notevole interesse è quello che vide protagonisti Ray e Cathy Procek. Era la sera del 15 Gennaio 1993, i due coniugi stavano andando a fare visita a dei loro amici nella cittadina di Westerwood. Si trovavano sulla A80 quando Cathy fece notare al marito che vi erano alcune luci nel cielo. Ray continuò a guidare e, seguendo la strada, si avvicinò vieppiù ad esse fin quando non vi fu proprio sotto. Egli si accorse subito che le luci facevano parte di un oggetto singolo, dal momento che riusciva a distinguerne con chiarezza il contorno sullo sfondo di una nuvola. Aveva una forma triangolare, a triangolo isoscele per l’esattezza, con la punta diretta verso ovest, tre luci poste alle estremità, grazie alle quali si poteva notare ancor meglio la forma a triangolo, e alcune luci più piccole e rosate sulla parte posteriore. Ray fermò la vettura e, per ottenere una visuale più chiara, aprì il tettuccio e si sporse fuori. Con sommo stupore, i due coniugi notarono che a poca distanza vi era un altro oggetto, in tutto e per tutto uguale al primo, che si muoveva silenziosamente anch’esso verso ovest. Ray e Cathy, per quanto stupiti, decisero fosse meglio rimettersi in moto e non seguire i due velivoli.

Malcolm Robinson indaga

Malcolm Robinson

Di casi di questo tipo se ne ebbero centinaia tra il 1992 e il 1994, tutti concentrati nelle vicinanze di Bonnybridge. Il consigliere Buchanan incaricò il suo amico, nonché celeberrimo ricercatore, Malcolm Robinson di indagare sulle testimonianze che gli pervenivano. Denotando una professionalità elevatissima, Malcolm Robinson iniziò ad esaminare tutti i casi, procedendo con serietà e scientificità nel tentativo di trovare una spiegazione a quanto stesse accadendo.

Per ogni avvistamento egli era uso contattare gli aeroporti più vicini per chiedere informazioni sui voli, domandare al centro meteo se fossero stati registrati fenomeni naturali inconsueti, sentire astronomi per capire se si fosse potuto trattare di errate interpretazioni di fenomeni celesti peculiari. Tuttavia, in rarissimi casi le testimonianze raccolte poterono essere ricondotte a spiegazioni convenzionali: in preponderanza, infatti, si trattava di avvistamenti genuini di oggetti volanti non identificati.

Come ogni seria indagine impone, Malcolm Robinson cercò di stabilire se si potesse trattare di velivoli sperimentali segreti ma, a specifica domanda al Ministero della Difesa inglese, gli venne risposto che non risultava alcuna sperimentazione in loco da parte della Royal Air Force.

Per quanto concerne gli avvistamenti di velivoli triangolari, il dubbio che possa trattarsi di velivoli sperimentali terrestri non solo è fortissimo, ma è quasi una certezza. Se si esaminano i disegni progettuali dei più recenti velivoli statunitensi, si può notare come la forma triangolare sia sempre più utilizzata. E questo non riguarda solo progetti top-secret di cui si sa poco o nulla come il progetto Aurora, ma pure progetti ormai teoricamente abbandonati come quello per il caccia Silent Night o l’F-19. Del resto, la somiglianza con i velivoli avvistati in Belgio nell’ondata del 1989 è palese, per cui sostenere, come era stato fatto da vari ricercatori per l’ondata belga, che certi velivoli non potessero essere terrestri a causa delle prestazioni troppo elevate vuol dire ignorare, più o meno consciamente, che il livello tecnologico raggiunto nell’ambito di progetti segreti statunitensi è avanti decine di anni rispetto ai grezzi ritrovati cui viene lasciato accesso alla gente comune.

Tuttavia, ciò non vuol dire che il fenomeno Ufo non possa avere sapientemente utilizzato quella forma esteriore per meglio mascherarsi, visto che la prima obiezione da farsi a quanto sopra esposto è che sarebbe oltremodo rischioso testare velivoli top-secret su spazi aerei stranieri.

Ad ogni modo, l’ondata che ebbe luogo nei pressi di Bonnybridge non fu costituita solo da avvistamenti di oggetti triangolari, ma anche e soprattutto di luci anomale notturne e di oggetti discoidali, tutti avvistamenti effettuati da persone altamente credibili e note all’interno delle comunità per la loro serietà e affidabilità.

Sogni reali, bedroom invaders e Uomo (in) Nero?

Come capita spesso nel corso dei flap ufologici, ai semplici avvistamenti ben presto si affiancano fenomenologie che costituiscono una sorta di inquietante “contorno” alla mera osservazione di oggetti ignoti nei cieli. Il flap di Bonnybridge non fece eccezione a questa sorta di regola non scritta, presentando tre casi estremamente interessanti.

Foto di Antonio Urzi

Il primo ebbe luogo il 24 Novembre 1994 e vide protagonista un giovane ragazzo che in seguito contattò Malcolm Robinson ma, per motivi di privacy, preferì mantenere l’anonimato e che chiameremo per comodità Stewart. Stewart era andato a dormire come ogni sera e stava sognando di trovarsi vicino al garage di casa, intento a osservare in cielo due sfere di luce volteggianti a circa 25 metri da terra. Una di esse si avvicinò repentinamente, mostrando come intorno ad essa vi fosse un velivolo discoidale che ruotava su se stesso. Guardandosi intorno, Stewart vide che era presente pure suo padre, il quale guardava attonito le luci. Dopo pochi istanti, sempre in sogno, il padre disse a Stewart di prestare attenzione al fatto che fossero le sei e, così dicendo, si diresse verso casa perdendo ogni interesse per le due luci, le quali si avvicinarono a Stewart e cominciarono a muoversi sopra la sua testa producendo un particolare senso di rilassatezza. A questo punto Stewart venne svegliato dallo squillare del telefono, seguito dopo poco da un urlo della madre che berciò: “Sul tetto!”. Temendo si trattasse di ladri, Stewart corse nella stanza dei genitori e la madre lo rassicurò dicendo che al telefono era il padre che aveva visto da lontano due Ufo sopra casa loro. Subito Stewart, mentre si recava sul tetto con la madre, le raccontò il sogno nei particolari, compresa la frase del padre che in sogno gli diceva di badare al fatto che fossero le sei. Al che la madre rimase sorpresa, poiché in effetti il marito aveva telefonato alle 6.15.

Come in ogni campo, parlare di coincidenza sarebbe alquanto riduttivo: se sia stata un abduction o un fenomeno di induzione onirica non lo sappiamo, poiché anche questo testimone ha rifiutato di sottoporsi a ipnosi regressiva, ma non per questo si deve rinunciare a formulare ipotesi liquidando il tutto come fantasticheria.

Un altro caso che merita di essere citato è quello che vide protagonista una coppia sposata di Grangemouth (paese a 19 km da Bonnybridge) e la loro figlia di 4 anni. La piccola, nel corso del 1995, affermò per varie notti consecutive di essere stata visita da delle orribili creature di piccole dimensioni che le si sarebbero presentate annunciate da alcune luci. La madre, in un primo momento, pensò si trattasse di incubi, finché non vide anche lei le luci proiettate all’interno della stanza della figlia da oggetti luminosi presenti fuori della casa, oggetti che vennero avvistati pure da altri abitanti del paese. Su richiesta di Malcolm Robinson, la bimba fece un disegno degli esseri che erano penetrati nella sua stanza e risultò trattarsi dei tipici Grigi. La madre assicurò che nessuno le aveva mai mostrato un documentario sugli alieni né erano presenti in casa libri o riviste sui quali potessero esservi foto dei Grigi. Ad ogni modo, l’elemento certo è che gli oggetti vennero visti all’esterno da persone non appartenenti a quel nucleo familiare, così da escludere potesse trattarsi di una macchinazione o di una folie à trois.

Ma il fatto più eclatante è sicuramente quello del cosiddetto affaire Zalus, dal momento che mostra evidenti parallelismi con un topos cardine nella fenomenologia Ufo. Nel Maggio 1995, infatti, il consigliere Buchanan venne avvicinato, nella sede del Consiglio del Distretto di Falkirk, da un personaggio strambo, vestito di nero, con gli occhi azzurro ghiaccio e dai tratti del volto nel complesso giovanili ma di età indefinibile, che gli disse di chiamarsi Zalus e di far parte di un Consiglio Intergalattico dei Nove, atto a monitorare la Terra. Nel corso di alcuni incontri, tale Zalus gli parlò dei mezzi di locomozione alieni, con una proprietà tecnica di linguaggio che portò Buchanan a non capire alcunché di quanto espostogli.

Malcolm Robinson cercò di convincere l’amico Buchanan a mettere dei registratori e delle videocamere, ma questi era troppo impaurito e non prese alcuna iniziativa di tal genere.

Sulla natura del sedicente alieno Zalus, Robinson ha ipotizzato che potesse trattarsi di un parente di un altro consigliere di Falkirk, intento a fare uno scherzo a Buchanan, oppure un agente della disinformazione che mirava a far cadere nel ridicolo l’intera vicenda.

L’intento delegittimante dell’operato di Zalus raggiunse abbastanza bene il suo scopo, dal momento che vari giornali titolarono a caratteri cubitali che si era trattato di una macchinazione, dimenticando la mole di avvistamenti credibili effettuati negli anni precedenti.

Ciò che manca nell’analisi di Robinson, tuttavia, è l’ipotizzare che questo essere fosse davvero non umano: per quanto possa sembrare ridicolo, lo schema seguito da quest’essere è identico sia a quello dei fantomatici inventori che a fine Ottocento negli Stati Uniti, in concomitanza con l’ondata di airships, chiedevano l’apertura di procedure per il riconoscimento delle loro aeronavi (procedure mai concluse perché puntualmente costoro sparivano senza mostrare alcun prototipo) sia a quello del classico Man in Black che induce al silenzio i testimoni. Il fine è il medesimo: queste tematiche non devono essere prese sul serio, la gente deve pensare che i velivoli anomali siano frutto di tecnologia terrestre (ecco dunque gli inventori che rassicurano la popolazione sull’origine “man-made” delle aeronavi) oppure non deve sapere niente (si pensi alla casistica relativa a uomini in nero e relative minacce ai testimoni di eventi insoliti) o credere che il troppo whisky porti a vedere oggetti e personaggi inesistenti (Buchanan venne totalmente delegittimato dopo le sue dichiarazioni relative a Zalus).

Di conseguenza, si sarà anche potuto trattare di un semplice scherzo, ma il dubbio su quanto accaduto a Buchanan rimane.

Conclusioni

A seguito dell’esame degli aspetti salienti dell’ondata che vide il suo centro nella zona di Bonnybridge quali conclusioni si possono trarre?

Senza dubbio Bonnybridge è stata, negli anni Novanta, una zona finestra: il numero degli avvistamenti nell’area è stato troppo superiore a qualsiasi altro luogo e certamente i testimoni hanno osservato oggetti anomali, tanto più che vi sono fotografie credibili a supporto. Alcuni avvistamenti, tuttavia, è probabile siano relativi ad oggetti che nulla hanno di extraterrestre ma che sono semplicemente velivoli sperimentali avanzatissimi che ai più potrebbero sembrare usciti da un film di fantascienza.

Però, come in ogni Ufo-flap, abbiamo tutta una serie di elementi collaterali molto ambigui: missing time, creature notturne, sogni confusi, personaggi enigmatici come Zalus, tutti aspetti già visti e sentiti altrove, in casistica del lontano passato o attuale.

Dal momento che l’aspetto degli oggetti volanti pare mutare con le epoche, mentre al contrario questi elementi, considerati erroneamente di contorno, permangono, occorrerebbe chiedersi se forse non siano invece proprio questi i fattori più importanti e degni di attenta analisi poiché, come nel gioco delle tre carte, se si continua a guardare con occhio bue le mani del prestigiatore si può star certi che si sceglierà sempre la carta errata.

Bibliografia essenziale:

ROBINSON, Malcolm, Ufo Case Files of Scotland, Healings of Atlantis, London, 2009.

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