DATA: 20 Dicembre 2011

FONTE: http://www.rodolfoamodeo.it

AUTORE: Rodolfo Amodeo

Il famoso giornalista romano Maurizio Baiata ospite del “Centro Ufologico Siciliano” di Riposto per parlare di interazioni tra umani ed extraterrestri, argomento ben noto ai “potenti” della Terra che, però, fanno finta di snobbarlo.

Ufo ed extraterrestri? E’, purtroppo, un “crudele” luogo comune che chi crede in tali entità sia solo un “povero pazzo visionario”. In realtà, invece, proprio gli uomini più colti e potenti del mondo hanno da decenni le prove tangibili dell’esistenza degli alieni, ma vogliono che non si parli affatto di queste forme di vita provenienti da altri angoli dell’Universo ed, addirittura, spingono ipocritamente l’opinione pubblica a “snobbare” chi si occupa di tali argomenti. E’ questo il dato di fondo emerso dall’incontro tenutosi qualche sera fa al municipio di Riposto col giornalista romano Maurizio Baiata, ospite per l’occasione del “Centro Ufologico Siciliano” (C.U.S.) avente sede nella cittadina etnea e guidato dal presidente Salvatore Giusa. “Interazioni tra umani ed alieni” era il tema dell’interessante conferenza organizzata dal presidente Giusa col supporto di Roberto La Paglia, noto intellettuale ed ufologo siciliano nonché neo vicepresidente del “Cus” ripostese.

Il relatore Baiata è uno dei massimi esperti italiani di ufologia, un settore cui è approdato dopo una lunga e variegata carriera giornalistica (come corrispondente e conduttore Rai, direttore di prestigiosi magazine musicali e di ufologia, documentarista, ecc.) che ha preso le mosse negli Anni Settanta quando si occupava di musica per il “mitico” settimanale “Ciao 2001”. Ed ultimamente, in qualità di fondatore e direttore del bimestrale “Open Minds” edito negli Usa, Baiata ha avuto modo di frequentare personalità entrate direttamente in contatto con esseri alieni e con autorevoli esponenti degli apparati governativi e dei servizi segreti in possesso di prove evidentissime attestanti i rapporti tra extraterrestri ed umani.

«Nel 1947 – ha rivelato Maurizio Baiata sulla scorta di documenti in suo possesso (e videoproiettati in sala) – agli eminenti scienziati Albert Einstein e Robert Oppenheimer venne commissionata una relazione su come poter gestire un contatto con civiltà aliene; tale incarico venne affidato loro all’indomani del cosiddetto “Incidente di Roswell”, ossia la caduta di una presunta astronave aliena negli Stati Uniti (esattamente nella regione del New Messico). E, sempre in quel periodo, l’F.B.I. diramò a capi di Stato, scienziati e giornalisti un dispaccio in cui si citavano testualmente “dischi con equipaggio”, “dischi pilotati a distanza”, “visitatori pacifici di tipo umano”, ecc. Successivamente, la Nato inviò ai governanti ed ai massimi esponenti delle Forze Armate mondiali una circolare “supersegreta” nella quale si attestava l’esistenza di quattro razze aliene, non tutte pacifiche nei confronti dell’umanità. Ebbene: quando, per sapere qualcosa di più al riguardo, il celebre ufologo Salvatore Marcelletti si rivolse al fraterno amico Giulio Cesare Graziani, assurto a generale dell’Aeronautica Militare Italiana e che, come tale, aveva avuto il “privilegio” di ricevere tale circolare, l’amicizia tra i due si ruppe bruscamente in quanto il militare mandò a dire all’ufologo di “non farsi mai più vedere davanti a lui”… E’ chiaro, dunque, che vi sono fortissimi interessi affinché la realtà extraterrestre venga occultata, benché essa sia da oltre mezzo secolo a conoscenza delle massime autorità del nostro pianeta».

Il giornalista ha, quindi, accennato a tutti i ricercatori e studiosi, da lui personalmente frequentati, che in questi anni si sono dedicati (spesso per conto dell’ “intelligence” statunitense) allo studio delle forme di vita aliene, a volte persino intrattenendo rapporti diretti con gli “Et”, come nei casi di Michael Wolf e Dan Burish(quest’ultimo, addirittura, avrebbe avuto “in cura” uno degli alieni superstiti dell’astronave caduta a Roswell).

La seconda parte della dissertazione di Baiata è stata, invece, incentrata sui casi di “abductions”, ossia i rapimenti di esseri umani ad opera degli alieni. Ed il giornalista ospite del Cus ne ha parlato con piena cognizione di causa essendo stato lui stesso protagonista, a Roma nel 1999, di un fenomeno del genere e sul quale ha imperniato il saggio autobiografico “Gli alieni mi hanno salvato la vita”, pubblicato nei mesi scorsi per i tipi della casa editrice romana “Publishing”.

«Ero a letto a dormire – ha raccontato il relatore – quando, alle quattro in punto del mattino, ho udito una voce che mi diceva “Svegliati!”. Dopodiché sono stato avvolto da una nebbiolina giallastra con corpuscoli luminosi ed avvicinato da tre soggetti della tipica razza aliena dei “grigi”. A parlarmi è stato quello più alto di statura, il quale mi ha detto di “non aver paura perché non ti faremo alcun male”. Nel 2010 ho deciso di sottopormi ad una seduta di ipnosi regressiva per tentare di rivivere quei momenti che la mia memoria, come avviene in tutti i casi del genere, aveva completamente rimosso. Mi sono, dunque, rivolto alla dottoressa Ruth McKinley-Hover, la quale è riuscita a far riaffiorare dai meandri del mio subconscio quei tre alieni che, durante l’abduction, mi mettevano le mani sulla pancia, quasi a voler studiare il mio corpo».

Maurizio Baiata ha, quindi, spiegato che attraverso le adduzioni gli extraterrestri si sarebbero già stanziati sul nostro pianeta. «Basti pensare – ha sottolineato il giornalista rifacendosi alle teorie di altri ricercatori di fama mondiale quali Budd Hopkins, David Jacobs e l’italiano Corrado Malanga – che i rapimenti alieni riguardano per la maggior parte le donne, le quali, in ipnosi regressiva, fanno chiaramente capire che gli extraterrestri, durante l’abduction, operano sui loro organi genitali, come se effettuassero degli interventi ai fini della procreazione. E, non a caso, è stato notato che in tantissime donne addotte si verifica il fenomeno della cosiddetta “gravidanza isterica”. Sulla Terra, pertanto, potrebbero già esserci diversi soggetti frutto delle manipolazioni poste in essere dagli alieni durante i rapimenti».

Da qui le preoccupazioni manifestate in questi anni da alcuni studiosi, con in testa il docente universitario americano David Jacobs, secondo cui tali esperimenti riproduttivi non sarebbero dei semplici “esercizi” fini a se stessi, bensì una tappa di un ben preciso programma finalizzato alla modifica biogenetica di noi terrestri allo scopo di ottenere degli “ibridi” di razza superiore (alle qualità “spirituali” dell’essere umano si aggiungerebbero le avanzatissime cognizioni tecnologiche e le capacita fisiologiche superiori di questi esseri provenienti da altri mondi) che finiranno col dominare il nostro pianeta sottomettendo l’uomo cosiddetto “normale”.

L’invasione aliena, dunque, sarebbe già cominciata…

RODOLFO AMODEO

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